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giovedì 16 novembre 2017

Quarant'anni fa ... il '77 (capitolo XXXII)

01 settembre:Torino, fiamme lungo il controviale di corso Vittorio sul lato opposto all’hotel Jolly Ambasciatori; sono bruciate una 138 e una Simca Gix, le fiamme hanno investito altre due vetture. Incendio chiaramente doloso: le due macchine sono state imbevute di benzina, poi è stato appiccato il fuoco. Un Nucleo Comunista ha rivendicato l’attentato con una telefonata all’Ansa: “Abbiamo colpito le macchine di una setta mistica e anticomunista”.
03 settembre: aTorino,un attentato incendiario alla sezione della DC di via Cantoira 19, ha danneggiato piuttosto gravemente la saracinesca e la porta a vetri. A Roma, 16 persone vengono rinviate a giudizio per aver bloccato i binari della ferrovia Roma-Grosseto, il 30 gennaio, per protesta contro la costruzione della centrale nucleare di Montalto di Castro. 
04 settembre: a Colonia, il presidente della Confindustria tedesca, Hans Martin Schleyer, viene rapito nel pomeriggio da un commando della RAF. Quattro agenti della scorta vengono uccisi dalle raffiche di mitra. In cambio della vita di Schleyer viene chiesta la liberazione di 11 detenuti della banda Baader-Meinhof, in carcere a Stoccarda.
05 settembre: a Milano, un centinaio di giovani entrano nel recinto della festa dell’Unità e, all’entrata dell’arena in cui è in corso il concerto degli Inti Illimani, si scontrano con il servizio d’ordine del PCI, che, rafforzato dopo gli incidenti di sabato, riesce ad allontanarli; cinque compagni sono arrestati due denunciati a piede libero.
06 settembre: a Torino, manifestazione dei radicali davanti alle Nuove, con un coniglio, per protestare contro gli arresti per i “reati da poco”, tra gli slogan più ripetuti:” Amnistia per i ladri di polli e non per i ladri di Stato”. A Bologna, viene arrestato l’ex carabiniere Massimo Tramontani, per l’uccisione di Francesco Lorusso. Per LC l’arresto servirebbe solo a bilanciare l’arresto dei suoi quattro militanti. 
07 settembre: a Torino, sconosciuti hanno lanciato nella notte in via Gioberti 16 tre molotov contro il portone dell’ufficio di collocamento. Gli ordigni tutte bottigliette di birra riempite di benzina, sono esplosi sul marciapiede provocando danni alla porta. A Roma, migliaia di autonomi manifestano a Campo de’ fiori per ricordare la morte di Mario Salvi, ucciso dalla guardia carceraria Domenico Velluto. La manifestazione si conclude con un assalto alla sezione del PCI di via Giubbonari, dove vengono divelte le bacheche dell’Unità. Sempre a Roma, viene arrestato il proprietario di una clinica geriatrica, Nicolò Berloco, di 61 anni, per avere organizzato una serie di attentati contro medici suoi dipendenti per risolvere vertenze contrattuali, e rivendicati con falsi volantini firmati Ronda Proletaria, scritti a pennarello e sconnessi nella sintassi e nella logica dei testi. A Napoli, dimostrazione degli operai della Esso che sono saliti sul tetto di un deposito e hanno minacciato di incendiare il serbatoio. A Milano, un centinaio di famiglie, organizzate in un Comitato di Occupazione si è insediato, già da cinque giorni nei nove piani di proprietà dell’istituto autonomo case popolari.
08 settembre: a Bologna, in una conferenza stampa il movimento degli studenti rende note le richieste all’amministrazione cittadina per il convegno nazionale sulla repressione, previsto per il 23, 24 e 25 settembre.
09 settembre: a Milano, cinque feriti e quattro vetrine prese a sassate in Galleria Vittorio Emanuele e in via Silvio Pellico, sono il bilancio degli scontri tra circa 300 autonomi e il servizio d’ordine sindacale al termine di un comizio di Lama in piazza Duomo. A Padova, viene arrestato un ex consigliere comunale del MSI, Massimilano Fachini, di 35 anni, implicato nella morte di Alberto Muraro, portinaio di piazza Insurrezione, assassinato il giorno prima di deporre sull’attività dei neofascisti veneti.
10 settembre: a Torino,  molotov contro la porta del circolo giovanile Salus, in piazza Chiesa della Salute 9, l’ordigno ha rotto i vetri della porta e la benzina in fiamme è penetrata nell’interno appiccando il fuoco anche nello scantinato. L’attentato è stato rivendicato dal Battaglione Combattenti per la Rivoluzione: “lo abbiamo fatto perché lì si riuniscono gli appartenenti a Comunione Liberazione”.  A Bologna, per la morte di Lorusso, viene imputato per “concorso nel delitto” un capitano dei carabinieri, Pietro Pistoiese, di 36 anni, che era stato sentito gridare: “spara, spara” al carabiniere Tramontani, da alcuni testimoni. Il giorno 13, il capitano protesterà, tramite il suo avvocato, appellandosi alla legge Reale.

ANT MAN BEE Captain BeeFheart

Formiche bianche camminano
Formiche nere strisciano
Formiche gialle sognano
Formiche marroni sono impazienti
Tutte queste persone impazienti di essere libere
Uhuru Formica Uomo Ape uhuru Formica Uomo Ape 
Tutte le formiche del giardino di Dio, non possono andare d'accordo
La guerra dura ancora
E' per quel mucchio di zucchero
Che non si lasceranno stare
Perché ci fai questo?
Ci devi lasciare liberi
Perché ci fai questo?
Ci devi lasciare liberi
Perché ci fai questo?
Ci devi lasciare liberi
Perché ci fai questo?
Ci devi lasciare liberi
Uhuru Formica Uomo Ape uhuru Formica Uomo Ape
L'ape prende il suo miele e poi lascia il fiore libero
ma solo nel giardino di Dio
gli uomini e le formiche
non si lasceranno stare

(Uhuru, in lingua swahili significa Libertà)

La facoltà di pensare

Se l'uomo non è fatto per essere lo zimbello di una natura cieca, non è fatto neppure per essere lo zimbello di collettività cieche a cui egli dà vita con i suoi simili; ma per non essere più in balia delle società altrettanto passivamente di una goccia d'acqua in balia del mare, sarebbe necessario che egli potesse conoscerla e agire su di essa. E' vero che in tutti gli ambiti le forze collettive superano infinitamente le forze individuali; così un individuo che disponga anche solo di una porzione della vita collettiva non è più facilmente concepibile di una linea che si allunghi per l'addizione di un punto. Almeno così pare; ma in realtà un'eccezione c'è, ed è l'unica: l'ambito del pensiero. Per quanto concerne il pensiero, il rapporto è invertito; in questo caso l'individuo è più della collettività nella stessa misura in cui qualcosa è più di nulla perché il pensiero si forma soltanto in uno spirito che si trova a essere solo dinanzi a se stesso, le collettività non pensano affatto. E' vero che il pensiero per se stesso non costituisce in alcun modo una forza. Si dice che Archimede sia stato ucciso da un soldato ubriaco; ma,  se fosse stato messo a girare una macina sotto  la frusta di un sorvegliante di schiavi, l'avrebbe girata esattamente allo stesso modo dell'uomo più rozzo. Nella misura in cui il pensiero plana al di sopra della mischia sociale, esso può giudicare, ma non trasformare. Tutte le forze sono materiali; l'espressione forza spirituale è essenzialmente contraddittoria; il pensiero può essere una forza solo nella misura in cui è materialmente indispensabile. Per esprimere la stessa idea in altri termini, l'uomo non ha nulla di essenzialmente individuale, nulla che gli sia assolutamente proprio, se non la facoltà di pensare; e questa società, da cui egli dipende strettamente in ogni istante della sua esistenza, dipende inversamente un poco da lui quando ha bisogno che egli pensi. Perché tutto il resto può essere imposto dal di fuori con la forza, compresi i movimenti del corpo, ma nulla al mondo può costringere l'uomo a esercitare la sua potenza di pensiero, né sottrargli il controllo del proprio pensiero. 

giovedì 9 novembre 2017

Quarant'anni fa ... il '77 (capitolo XXXI)

21 agosto: a Montaldo di Castro, durante la festa dell’Unità, si scatena una rissa tra aderenti dei Comitati autonomi antinucleari e militanti del PCI.   
22 agosto: a Milano, un muratore che sta eseguendo i consueti lavori di manutenzione, in prossimità della riapertura dell’anno scolastico, trova dieci bottiglie molotov avvolte in una bandiera rossa, dimenticate in un’aula dell’Istituto Tecnico Molinari di Lambrate.
23 agosto. a Roma, protestano per la fuga di Kappler in circa tremila. Due manifestazioni si svolgono contemporaneamente: una si svolge al portico d’Ottavia, indetta dal Comune di Roma e dalla comunità ebraica, mentre a Largo Arenula manifesta un migliaio di militanti di Autonomia operaia, di aderenti ai collettivi universitari e membri deIla Federazione anarchica (slogan: «E’ questa la giustizia dello Stato: Petra in cella, Kappler liberato»). I manifestanti tentano di entrare nell’altra manifestazione, ma vengono respinti da sbarramenti di carabinieri e dal servizio d’ordine del PCI. Poco dopo un gruppetto staccatosi dal corteo tenta di assaltare la vicina sezione comunista: lanci di sassi e scritte provocatorie.
24 agosto: a Napoli, dopo otto giorni di sciopero della fame, e dopo due anni e mezzo di carcerazione preventiva e torture, Patra Krause lascia il carcere di Pozzuoli.
25 agosto: a Roma, nel quartiere di San Lorenzo, vengono sgomberate otto famiglie da due palazzine occupate da un anno: otto arresti per occupazione abusiva. A Napoli,in un comizio indetto per Petra Krause si verificano incidenti tra un gruppo di autonomi e la polizia. 20 giovani vengono fermati, mentre un agente e tre carabinieri vengono feriti. A Cagliari, Pierleone Porcu è in carcere dal primo dicembre dell’anno scorso. È accusato di adunata sediziosa, oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento, porto d’armi improprie, travestimento. Tutti reati che il compagno avrebbe consumato in una manifestazione del novembre del 1976. I compagni che erano stati insieme a lui arrestati per gli stessi reati sono stati scarcerati, invece il compagno Pierleone è rimasto dentro preda delle provocazioni delle guardie. A Milano, tremila operai del gruppo Marelli in cassa integrazione.
26 agosto: a Roma, alcune persone mettono a soqquadro gli uffici della Confederazione Piccola Industria e lasciano scritto sui muri: “Abbasso i padroni”.A Milano, alle sei di mattina, una bomba distrugge l’ufficio commerciale tedesco. Mezzo chilo di esplosivo esplode con un boato davanti alla sede della camera di commercio italo-tedesca, danneggiando anche il vicino hotel “Augustus” e alcune auto in sosta.
28 agosto: a Montalto di Castro, “mentre polizia e carabinieri pattugliano in forze i dintorni, sotto una pioggia torrenziale, si svolge una manifestazione, indetta dal “Coordinamento campeggiatori antinucleari”, con circa 8.000 persone. AI corteo partecipano anche centinaia di agricoltori maremmani, insieme ai gruppi di autonomi, di indiani metropolitani e di anarchici, affluiti dal Lazio e dalla Toscana. A Napoli, tre bombe esplodono davanti alla filiale della Farmaceutici Roche. Le Unità Comuniste Territoriali con un volantino rivendicano l’azione.
29 agosto: a Milano, viene concessa la libertà provvisoria a Sergio Spazzali, avvocato del Soccorso Rosso milanese. A Bologna, uno studente lavoratore, Fausto Bolzoni, della Federazione Comunista Anarchica viene arrestato per i fatti di marzo, accusato di aver saccheggiato una armeria.
30 agosto: a Roma, va a fuoco il cinema Ariston di piazza Colonna. Si proiettava un film sull’incursione israeliana all’aeroporto ugandese di Entebbe.

SONETTO ALLA BELLEZZA NERA di Lord Edward Herbert of Cherbury

Nera bellezza, che al di là della luce comune
Il cui potere rinnova fra gli altri colori
Solo quelli che ancora la tenebra annulla,
Rimani sempre invariata allo sguardo.

E come oggetto sempre uguale all’occhio
Non ti trasformi di giorno, non ti nascondi la notte;
Quando tutti i colori che il mondo chiama vividi
E la vecchia poesia continuamente insegue

A tal punto di notte svaniscono e fuggono
Che non rimane traccia del loro passaggio,
Tu ti mantieni unica, e noi riconosciamo

Che la tua oscurità è una favilla di luce
Del tutto inaccessibile: è soltanto la nostra oscurità
A farci credere infatti che sei scura.

La sinistra non esiste

La sinistra non esiste. Esistono le due sinistre. La sinistra destra e la sinistra sinistra, che alla fine si muovono insieme, perché appartengono allo stesso inoperabile corpo siamese. La sinistra destra, che nel suo egocentrismo di sempre si fa chiamare centro-sinistra, non riesce a stare al centro dell'attenzione: fatica a farsi notare. Sta a fianco dei nostri ragazzi nelle missioni militari all'estero, sta vicino agli eroi che muoiono da italiani, ha parole di comprensione per tutti tranne per chi dice di rappresentare. Genuflessa davanti al tabernacolo di Confindustria, umilmente inchinata ai piedi del neo liberismo, si fustiga per presunti peccati passati. Continua a pregare perché tutto il mondo diventi o un grande mercato o una grande galera, così che i suoi imprenditori possano a fare i soldi e i suoi magistrati possano arrestare i cattivi. Soprattutto quei cattivi che fanno lo sciopero selvaggio, che ledono una banca armata, che si difendono dai carabinieri. La sinistra destra non crede più che il lavoro nobiliti l'uomo. Crede che il lavoro sfrutti l'uomo, ma approva e incoraggia il suo sfruttamento. La sinistra destra vuole gestire la precarietà e governare il precariato riottoso, ma quel che hanno da offrire a donne, migranti, giovani sono solo minorità, povertà ed esclusioni  in versione soft: ai precari ci pensino gli ammortizzatori sociali e il volontariato cattolico. Ovviamente la sinistra securitaria propone di rinchiudere i migranti e di dotare di silenziatori le pistole dei poliziotti, di modo che non ci sia tutto quel baccano quando sparano. E' come per la flessibilità che guai a chiamarla precarietà; la guerra di occupazione i destri sinistri la chiamano intervento umanitario.
la sinistra sinistra dice invece di essere dura e tosta. Ha sempre il pugno chiuso, meno che in periodo elettorale. La sinistra sinistra ha una ricetta sicura per combattere la guerra: alzare le mani e gridare: "nonvioooolenzaaaa". E' un grido magico che blocca carri armati e bombardieri. Per la sinistra sinistra alle manifestazioni non si deve andare con il casco: c'è l'ha già la polizia. La sinistra sinistra ora si è incontrata con tante sinistre sinistre europee, tutte con il pugno chiusissimo fino a che non devono aprire un portafoglio ministeriale, e ha il sogno di costruire una grande sinistra sinistrissima. La sinistra sinistrissima non chiederà reddito per i precari, ma chiederà che li mettano al lavoro per tutta la vita, a costruire un grande stato-nazione tutto rosso e disciplinato.

(tratto da manifesto bio/pop del precariato metroradicale - Aprile 2004)  


giovedì 2 novembre 2017

Quaranta'anni fa ... il '77 (capitoloXXX)

07 agosto: a Roma, uno studente di sinistra viene aggredito alla Balduina da militanti dell’MSI che stanno affiggendo manifesti.
08 agosto: a Torino, nella notte esplodono dei candelotti di dinamite accanto alle persiane di una finestra di un Commissariato, causando danni, ma nessun ferito. A Lucca, nella notte, una potente carica di tritolo fa saltare delle attrezzature televisive sul monte Pizzorno, mettendo fuori uso i ripetitori di alcune TV (tra cui Telemontecarlo); l’attentato viene rivendicato da Lotta Armata per il Comunismo.
10 agosto: a Roma, due bottiglie incendiarie esplodono contro il portone in cui abita il giudice Alibrandi. A Zurigo, il governo svizzero nega a Petra Krause l’estradizione e anche la libertà provvisoria richiesta per gravissimi problemi di salute.  
11 agosto: a Milano, in una intervista al settimanale Oggi, Carmela Vianale, madre della nappista arrestata a Roma, afferma che il 23 marzo, quando Lo Muscio uccise l’agente Graziosi, era stato questi a sparare per primo, quando aveva riconosciuto la Vianale, mirando al petto, ma colpendola ad un braccio. A Napoli, i magistrati negano la libertà a Petra Krause, che sarà arrestata al suo arrivo in Italia per “concorso in incendio doloso” (ai danni della Face-Standard di Milano, rivendicato dai NAP): nonostante le sue gravissime condizioni di salute, i magistrati la ritengono persona di “allarmante pericolosità sociale”.
12 agosto: a Roma, in un camping di Terracina, la polizia arresta il neofascista Silvio Paulon, considerato il braccio destro di Delle Chiaie nonché dirigente di primo piano di Avanguardia Nazionale. A Ostia, venti neofascisti inseguono armati di bastoni e catene quattro giovani ritenuti, a torto, militanti di sinistra. I giovani riescono a fuggire agli aggressori. A Milano, alle otto del mattino, viene chiuso uno dei centri sociali più attivi. 150 agenti della Celere e dei carabinieri sgomberano l’edificio di via Santa Maria 25 e sequestrano alcune spranghe, una pistola scacciacani, l’occorrente per fabbricare molotov. A Potenza, fallisce un attentato dei NAP alla caserma dei carabinieri della città. Il commando fugge per l’arrivo di un’autopattuglia, lasciando sul posto due taniche di benzina e una Fiat 1100 che risulta rubata.
15 agosto: a Roma, fugge dall’ospedale militare di Celio Herbert Kappler, ex colonnello nazista delle SS responsabile della strage delle fosse Ardeatine. Ripara a Soltau (Bassa Sassonia). 
16 agosto: a Roma, viene compiuto per la terza volta in cinque mesi, un attentato alla caserma dei carabinieri di piazza del Popolo. Una saponetta di tritolo esplode davanti il portone principale; l’attentato viene rivendicato dalla Brigata Vyborg. A Napoli, dopo 28 mesi di cella d’isolamento in Svizzera, Petra Krause arriva in Italia.
17 agosto: a Roma iniziano le indagini sulla fuga di Kappler. Vengono arrestati i due carabinieri che lo piantonavano, Luigi Falso e Oronzo Pavone. La bandiera di palazzo Valentini, sede della Provincia, viene messa a mezz’asta, in segno di lutto per l’evasione di Kappler. A Bologna, diecimila persone si radunano nel tardo pomeriggio a piazza Nettuno, davanti al Sacrario dei Caduti. 
18 agosto: a Soltau, Herbert Kappler è libero sotto la protezione della polizia federale. A Milano, viene indetta dal Comune, in segno di protesta per la fuga di Kappler, una manifestazione antinazista.
20 agosto: a Roma, centinaia di giovani extraparlamentari di gruppi dell’estrema sinistra si riuniscono nel pomeriggio davanti all’ospedale militare del Celio, dove una donna mima Annelise Kappler in fuga con una minuscola valigia. Il corteo attraversa poi via dei Fori Imperiali, piazza Venezia, piazza Argentina e da lì raggiunge la Sinagoga, davanti alla quale si ferma brevemente. In Germania, i neonazisti si stringono attorno a Kappler. Negli ultimi sei mesi nella Germania federale si sono tenuti 140 raduni all’insegna della svastica, tutti regolarmente autorizzati.

BLUEBERRY di Jan Kounen

l film racconta la storia di Mike Blueberry, un uomo senza passato che, ritrovato in fin di vita dagli indiani Chiricahua, viene da loro curato ed anche iniziato a misteriose pratiche sciamaniche. In bilico tra due civiltà, quella indiana e quella dei bianchi, Blueberry diventa l’aiutante dell’anziano sceriffo della piccola cittadina di Palomito, ricorrendo di volta in volta sia al buon senso, sia alla sua abilità nell’uso della pistola, sia anche alle sue pratiche magiche per mantenere l’ordine nel paese ed evitare scontri e tensioni tra i cittadini ed i nativi americani. La situazione precipiterà quando arriverà in paese il pistolero Wally Blunt che, alla ricerca di un antico tesoro indiano, metterà a ferro e fuoco la città scontrandosi con Blueberry, il quale avrà modo di fare luce sul proprio passato scoprendo di conoscere Blunt ed avere un conto aperto con lui.
Allucinato viaggio nei fantasmi della mente, Blueberry è un film che prende a pretesto la cornice western per introdurci, senza farne troppo mistero, in uno psichedelico trip mentale.
Il personaggio di Blueberry apparve la prima volta con la rivista settimanale francese Pilote nel 1963, disegnato di uno dei più grandi autori di fumetto di tutti i tempi: Jean Giraud in arte Moebius.
Il regista Jan Kounen, documentatosi in Messico e in Amazzonia sullo sciamanesimo, sceglie di parlare dell’ascetismo e dei riti delle tribù degli indiani pellerossa, usando a pretesto la storia dello sceriffo loro paladino. Col risultato di una maggiore attenzione alle deliranti visioni dall’uso delle sostanze allucinogene oltre agli aspetti misteriosi e affascinanti di questa cultura. La seconda parte del film è tutta incentrata su tecniche e rimedi “magici” degli sciamani, adottati nello specifico, nel combattimento “psichedelico” tra Blueberry e l’antagonista Wally: enorme impiego di effetti speciali di sicura presa, costituite da immagini geometriche dai mille colori che si trasformano in altre immagini simili ad una velocità vertiginosa. Immagini che non sono mai ferme ed è difficile descriverle adeguatamente perché di solito non hanno alcun riscontro con alcunché di reale e di definito (immagini
caleidoscopiche). 
Intervistato sul film il regista dichiara: “Tuttavia, affrontando lo sciamanesimo ho avuto un problema: era un tematica di cui non sapevo molto. Ho realizzato che, a dispetto di tutto ciò che avevo letto a proposito, non avevo una conoscenza abbastanza accurata di cosa uno sciamano fosse in termini quotidiani. Avevo bisogno di documentarmi. Sono andato in Messico e in Perù per incontrare gli sciamani. Durante ognuno di questi viaggi ho scoperto nuove realtà che hanno trasformato la mia percezione delle cose e mi hanno aiutato a nutrire lo script. 
Visto che nel mondo in cui viviamo tendiamo a sostenere l’esistenza di una sola realtà. Volevo combattere quest’idea preconcetta mostrando un’altra realtà, quella esplorata dagli indiani. La nostra cultura domina la dimensione materiale molto bene ma non è così per la dimensione spirituale. Per gli indiani è quasi l’opposto; la loro cultura affronta questioni fondamentali come la natura, la realtà o la coscienza in un modo talmente raffinato da farci apparire, in confronto, dei primitivi! L’ordine del mondo riposa su un fragile equilibrio tra le diverse forze vitali. Lo sciamano “restaura il disordine” quando qualcosa rompe il circuito degli scambi. È un viaggiatore tra i mondi, visibili ed invisibili. Lo sciamanesimo è una scienza dello spirito. Gli Indiani dell’Amazzonia e del Messico mettono questa tecnologia in pratica usando dei potenziatori esterni come le piante. Sono potenziatori distruttivi, letteralmente, perché fanno si che si possa penetrare un livello di realtà molto più ampio e affrontare la coscienza in modo diverso. Questa è la realtà sciamanica. Mentre il mondo occidentale sta soffrendo di una reale perdita di direzione e si è inchinato alla disgregazione, noi dobbiamo, come Blueberry, imparare molto dal mondo indiano che invece prova a preservare le proprie tradizioni ancestrali, la sua eredità storica e culturale.”

Neurogreen

La fine del mondo non è un evento. E' un processo. Che è in corso.
Neurogreen nasce dalla convinzione che distruzione della biosfera, devastazione socioeconomica, guerra civile globale siano le tre facce di una crisi epocale della società globale e dei suoi dispositivi di valorizzazione economica, sovranità politica e legittimazione democratica.
Malgrado 5 anni di movimento globale e tre anni anni di movimento italyano, non è ancora emersa una identità culturale e politica che sappia andare oltre il richiamo ai simboli delle generazioni eretiche del passato.
Se il comunismo ereditato dalla guerra fredda è eurolatino, l'ecologismo è pienamente globale e, come il socialismo, accoglie riformisti come rivoluzionari nelle loro molteplici  diversità.
Neurogreen significa essere euro e non/euro, ecopoietici e neuromantici allo stesso tempo. Neurogreen è verde cloroplasto, nuova essenza hardcore green: è pensiero verde al THC e azione ecowarrior contro l'FMI.
Consci nel vivere nel cataclismatico XXI secolo, i neuro green vogliono dare vita ad una identità ecoattivista egualitaria/precaria e digitale/libertaria, che si nutra delle esperienze del movimento di Seattle-Genova-Mumbai e si appropri dei progressi nelle neuroscienze della cognizione, nelle tecnologie della comunicazione, nelle scienze sociali del postindustrialismo, nelle scienze naturali della ecologia contemporanea, per poter agire risolutamente ed efficacemente contro la guerra globale e arrestare la distruzione dell'ambiente dei nostri figli e nipoti.
Nell'inquietante era della clonazione genetica e della terapia genomica, neurogreen vuole essere la cellula staminale del cambiamento politico e sociale in Italya e in Europa. Una cellula staminale non è onnipotente ma totipotente: saranno il dibattito e le attività dei neurogreen in rete e nella metropoli a determinare se sapremo essere tessuto connettivo, cardiaco, e e/o nervoso per il movimento pacifista che si batte per la giustizia globale e la salvezza ambientale.

giovedì 26 ottobre 2017

Quaranta'anni fa ... il '77 (capitoloXXIX)

01 agosto: Torino, due ordigni esplosivi sono stati fatti esplodere nella notte contro il muro di cinta della Ipca, la fabbrica del cancro di Ciriè, i cui amministratori sono stati condannati ieri dal Tribunale di Torino. L’attentato è stato rivendicato con una telefonata alla Stampa dai Nuclei Armati Rivoluzionari, la stessa telefonata ha rivendicato l’attentato fatto ad una cabina elettrica vicino a Porta Nuova la notte di giovedì 28 luglio. Decine di famiglie occupano le case popolari non ultimate nella frazione di Santa Maria a Moncalieri in provincia di Torino. A Roma, gli agenti arrestano due fascisti del FdG, Lillo Garzilli e Daniele Piermattei, per l’aggressione compiuta domenica 31 luglio, poco prima delle 22, da una dozzina di fascisti contro una donna incinta, il marito e il padre, reduci dalla festa dell’Unità allestita al parco del Colle Oppio. A Gioia Tauro, dopo un campeggio paramilitare di tre giorni a Cittanova, una manifestazione missina finisce con otto arresti, due feriti tra i neofascisti e due tra le forze dell’ordine, dopo gli scontri avvenuti presso la stazione, per un’ora, tra i circa duecento neofascisti e polizia e carabinieri.
02 agosto: a Roma, alla delegazione di auto riduttori delle bollette ACEA l’assessore comunale Della Seta, promette una rateizzazione anche molto lunga, a condizione che venga iniziato l’integrale versamento degli importi delle nuove bollette emesse. A Bologna, viene liberato Stefano Saviotti, presidente della cooperativa che gestiva Radio Alice. A Milano, 21 cinema vengono sgombrati dopo una telefonata all’ANSA, in cui Prima Linea ha affermato di aver messo bombe nelle sale di sei cinema di prima visione della città.
03 agosto: a Torino, gli ospiti dell’Istituto di Riposo per la vecchiaia, non potendo pagare le rette richieste dall’amministrazione, decidono di compiere una autoriduzione. A Udine, Ennio Milan di 17 anni si uccide perché non trova lavoro. A Zurigo, Petra Krause sta per lasciare il carcere svizzero di Affoltern e partire per Milano, quando viene nuovamente arrestata dalle autorità svizzere.
04 agosto: a Torino, due giovani, Attilio Di Napoli e Aldo Marin Pinones, militanti di Azione Rivoluzionaria, muoiono dilaniati da un ordigno che stanno sistemando nel cofano di un auto. Il fallito attentato, che probabilmente aveva come obiettivo la vicina caserma del Nucleo giudiziario dei carabinieri di viale Umbria, viene rivendicato dalle Brigate Internazionali. Sempre nel capoluogo torinese, vengono emessi dal giudice Giancarlo Caselli 17 rinvii a giudizio per una impressionante serie di reati, che vanno dalla partecipazione a banda armata e dall’associazione sovversiva fino a reati come rapina, furto, sequestro, ecc., nei confronti dei brigatisti effettivi o presunti, esponenti della rivista Controinformazione e del Collettivo Politico La Comune del Lodigiano, appartenenti al gruppo 22 ottobre, nappisti, elementi dell’organizzazione Pantere rosse. A Mestre, una bomba scoppia davanti alla sede dell’ufficio tecnico della RAI, in corso del Popolo,rivendicato con un volantino dai Gruppi proletari armati per il comunismo.
5 agosto: a Roma, un ordigno esplosivo viene lanciato contro la sede del TAR, che il 3 agosto ha annullato l’ordinanza di sospensione dei lavori per la centrale nucleare a Montaldo di Castro. Viene inoltre appiccato il fuoco alla porta del consolato francese, dopo i fatti di Malville, in cui la polizia francese ha ucciso con una granata Vital Michelon. Entrambi gli attentati vengono rivendicati con un messaggio che si conclude con “No alle centrali nucleari”. Sempre a Roma, viene condannato ad un anno e otto mesi il neofascista Giorgio Dilluvio, che il 16 luglio ferì con tre colpi di pistola Massimo Mazzoni, simpatizzante di LC. La condanna viene inflitta per la sola detenzione dell’arma.
06 agosto: a Torino, viene arrestata un’amica di uno dei due terroristi morti, Silvana Fava, di 25 anni, abitante in via Ascoli, nei pressi del luogo del fallito attentato; nella sua abitazione viene trovato un arsenale di armi, esplosivi, timer. A Milano, con un volantino dal titolo: “Altri due operai assassinati a Gela”, le Squadre proletarie rivoluzionarie hanno rivendicato l’esplosione che ha colpito gli uffici dell’ANIC in via Mozart.

Le origini storiche del pensiero anarchico

Per ritrovare il primo scritto organico in cui viene definita una bozza del pensiero anarchico bisogna giungere al "Political Justice" di William Godwin, pubblicato nel 1793.
Godwin fu illuminista e conobbe bene l'insieme di idee che accompagnarono la Rivoluzione Francese, tra le quali quelle contenute nella "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" (1789), quelle ormai storiche di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.
La Rivoluzione Francese è sì una rivoluzione sostanzialmente borghese, realizzata a discapito del vecchio mondo clericale ed aristocratico, ma è anche la frattura storica che introduce concetti di base che verranno poi ripresi e rielaborati nella storia del pensiero umano, socialista e poi anarchico.
Godwin, superando concettualmente la medesima rivoluzione dell'89, teorizza per primo l'avvento di libere comunità indipendenti, l'abolizione del governo centrale, l'autogoverno dei singoli. Ritiene che la Ragione possa condurre ad una vera Giustizia sociale; tale giustizia potrà realizzare la felicità del genere umano.
Successivamente i caratteri originari del pensiero anarchico vengono maggiormente definiti ed integrati con i contributi di Proudhon, Stirner, Kropotkin, Bakunin, Malatesta.
Proudhon nel 1840 pubblica "Cosa è la proprietà" (...un furto, conclude provocatoriamente l'autore), dando per la prima volta nella storia al termine "anarchia" un significato positivo.
Stirner nel 1844 pubblica "L'Unico e la sua proprietà", dando al pensiero anarchico il contributo fondamentale relativo alla valorizzazione dell'Individuo, in contrapposizione all'omologazione sociale data da Stato, Religione, Classe, Partito e Istituzioni varie.
Kropotkin introduce poi i concetti di "comunismo anarchico" e di determinismo scientifico. Crede nella Ragione, nel progresso e nella scienza: tutti elementi che a parer suo determineranno la maturazione del genere umano, conducendo lo stesso verso l'anarchia.
Bakunin rappresenta poi la perfetta sintesi tra teorico e militante dell'anarchismo; più di altri il rivoluzionario russo esalta il concetto di Libertà, che non trova limite in quella altrui, ma che è invece esaltata proprio da quest'ultima.
È il fulcro della definitiva divisione tra anarchici e marxisti, tra antiautoritari e comunisti autoritari.
Malatesta completa questo quadro portando a maturazione l'elaborazione teorica precedentemente accennata: redige il Programma anarchico, definisce il "comunismo anarchico", introduce il concetto di "volontà" (in antitesi al determinismo kropotkiniano), appronta i concetti base di organizzazione anarchica, concretizza il metodo antiautoritario sviluppando il concetto di coerenza tra mezzi e fini.
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Appropriazione privata della morte

Il sistema della proprietà è tanto assurdo che porta la gente a rivendicare la propria morte come un loro bene - l'appropriazione privata della morte. Il guasto mentale dell'appropriazione è tale che porta all'investimento immobiliare della morte, non soltanto che nella preoccupazione di quella terza residenza che è diventato il loculo o la tomba (molti acquistano allo stesso tempo una casa in campagna e una concessione nel cimitero del villaggio), ma anche nella rivendicazione d'una qualità della morte. Una morte personalizzate, design-ata, confortevole, una morte naturale: diritto inalienabile che è diventato la forma perfetta del diritto borghese individuale. L'immortalità non è mai d'altronde che la proiezione nell'infinito di questo diritto naturale e personale - appropriazione della sopravvivenza e dell'eternità del soggetto - inalienabile nel suo corpo inalienabile nella sua morte. Quale disperazione nasconde questa rivendicazione assurda, analoga a quella  che alimenta il nostro delirio di accumulazione di oggetti e di segni, al collezionismo maniacale del nostro universo privato: bisogna ancora che la morte ridiventi  l'ultimo oggetto della collezione e, invece di attraversare questa inerzia come unico evento possibile, rientri essa stessa nel gioco dell'accumulazione e dell'amministrazione delle cose.
Contro questa distorsione che il soggetto imprime alla propria perdita, c'è liberazione esclusivamente nella morte violenta, inattesa, che restituisce la possibilità di sfuggire al controllo nevrotico del soggetto.
Ovunque emerge una resistenza ostinata, feroce, a questo principio di accumulazione di produzione e di conservazione del soggetto, in cui esso può leggere la propria morte programmata. Ovunque si gioca la morte contro la morte. In un sistema che mira a vivere e a capitalizzare la vita, la pulsione di morte è l'unica alternativa. In un universo regolato minuziosamente, un universo della morte realizzata, l'unica tentazione è quella di normalizzare tutto mediante la distruzione. 

giovedì 19 ottobre 2017

Quarant'anni fa ... il '77 (capitolo XXVIII)

18 luglio: a Torino, una ventina di giovani aderenti all’autonomia si sono presentati alla cassa della mensa universitaria di via Principe Amedeo contro il caro mensa, bloccando la distribuzione dei pasti. A Palermo, scatta l’operazione “super-carcere” e un primo gruppo di nappisti e brigatisti viene trasferito nel carcere dell’isola di Favignana. A Genova, i carabinieri eseguono 21 perquisizioni e arrestano l’autista Leonardo Greco di 30 anni perché ha una pistola.
19 luglio: a Roma, Cossiga, riferendosi all’appello contro la repressione lanciato dagli intellettuali francesi, attacca Sartre, e afferma: “Il nostro è il paese più libero del mondo”.
20 luglio: a Roma, tre candelotti di tritolo, avvolti in un giornale, vengono trovati in un corridoio del Palazzo dell’Esercito di via XX Settembre, del Ministero della Difesa. A Milano, vengono arrestate 4 persone accusate di far parte delle BR, sono Luigi e Marco Bellavita, redattore e direttore della rivista Contrinformazione, insieme a Daniela Ferriani e al pittore Gabriele Armadori.
21 luglio: a Firenze, tre attentati vengono compiuti quasi simultaneamente contro le abitazioni e gli studi professionali di tre docenti dell’Università di Firenze. Gli attentati vengono rivendicati con un volantino firmato Organizzare e Armare i Bisogni Proletari Comunisti. A Bologna, tre persone vengono arrestate per detenzione di arma da fuoco e per aver partecipato agli scontri di marzo. A Milano, duemila operai della cartiera di Cairate “Vita Mayer” che nei giorni scorsi, avevano ricevuto l’avviso di licenziamento hanno bloccato la strada che collega Gallarate all'aeroporto internazionale di Malpensa.
22 luglio: a Roma, quindici giovani del quartiere Collatino fanno irruzione in una drogheria e compiono una “spesa proletaria” a base di prosciutti e vini. A Milano, l’organizzazione comunista Prima Linea diffonde un volantino col quale rivendica l’azione d’esproprio che martedì 19 tre suoi aderenti hanno portato a termine contro l’armeria di corso Bernacchi a Varese nella quale era caduto il compagno “Valerio”. Rivendicando nello stesso volantino l’attentato esplosivo effettuato contro l’armeria stessa.
23 luglio: a Cagliari, sindaco comunista, parroco e due socialisti sono assediati nella stanza del palazzo comunale di Fluminimaggiore, dove li hanno rinchiusi 150 minatori, aiutati da tutta la popolazione, che da 50 mesi non ricevono l’indennità di cassa integrazione e da un anno lottano per far riaprire la miniera dove lavoravano.
25 luglio: a Ravenna, gli operai del gruppo “Maraldi” che da parecchi mesi non ricevono il salario bloccano con un cavo d’acciaio il porto. A Milano, per 4 ore i minorenni detenuti del “Beccaria” dei quali la maggior parte è ancora in attesa di giudizio occupano il carcere. A Roma, una bomba viene deposta contro il portone principale del carcere di Regina Cieli. L’ordigno viene scoperto da un agente che lo allontana con un calcio poco prima dello scoppio.
26 luglio: si conclude il trasferimento di 600 detenuti ritenuti pericolosi nei super carceri di Favignana, dell’Asinara, di Volterra e di Trani. A Milano, i compagni Luigi e Marco Bellavita, Amadori e Ferriani, arrestati alcuni giorni fa, hanno iniziato uno sciopero della fame e sono ancora segregati in isolamento.
27 luglio: a Torino, sommossa nella notte nel carcere minorile “Ferrante Aporti”, trentanove ragazzi si sono ammutinati al primo piano del carcere minorile, chiedono vitto e alloggio decorosi. L’istituto circondato da decine di poliziotti e carabinieri per sventare un eventuale evasione.
28 luglio: a Torino, attentato nella notte ai tralicci delle ferrovie, quattro cariche d’esplosivo hanno messo fuori uso un interruttore dell’alta tensione nella sottostazione di smistamento lato del sottopassaggio di corso Bramante. L’attentato è rivendicato da Prima Linea. A Milano, nella notte la sede della “Swissair” viene distrutta da un attentato rivendicato dalle Unità Comuniste Combattenti. Ottiene la libertà provvisoria per “totale assenza di indizi” Daniela Ferriani.
30 luglio: a Milano, all’alba, a pochi passi dalla sede della “Swissair”, già colpita il giorno prima, viene fatto saltare con il tritolo l’ufficio della compagnia sovietica “Aeroflot”, A Gela, nella notte, un’esplosione al grande stabilimento petrolchimico provoca la morte di Gaetano Silluzio e Gaetano Blanco, mentre un terzo operaio, Gaetano Accaputo, resta gravemente ustionato e poi morirà il 10 agosto. Oltre due miliardi di danni: un misterioso Fronte di liberazione siciliano rivendica l’attentato.
31 luglio: a Firenze, all’alba, cinquecento tra carabinieri e agenti di polizia, in assetto di guerra, sfondano i portoni e, armi alla mano, fanno irruzione nei tre ex alberghi di proprietà dell’INA, occupati il 24 febbraio dagli studenti fuori sede, nella centralissima via dei Calzaioli, una delle più eleganti della città. I 35 occupanti non oppongono resistenza, vengono portati in questura, identificati e rilasciati.



SGUARDO REALTÀ Indigesti

Polvere in odio
Apparenza tagliata
Frammenti di ferita
Realtà sbagliata
Sguardi dentro ai cuori
Sutura strappata
Immagine confusa
Realtà sbagliata
Il solco ancora acceso
La vena derivata
Soltanto parodia
Realtà sbagliata
Attesa in pulsione
Causa derivata
Adorando un altro mito
Realtà sbagliata
La visione nello specchio
Non è cambiata
Resta l’ombra delle ombre
Realtà sbagliata

La paura, in quanto argomento economico

La paura penetra nel cuore dell'uomo nell'istante in cui si trova impedito di nascere a se stesso. Vogliamo dire che non abbandona i terrori inerenti all'universo animale se non per cadere nei terrori di una giungla sociale, dove è considerato un crimine comportarsi con la libera generosità di una natura umana.
L'economia distilla una paura essenziale nella minaccia che fa pesare sulla sopravvivenza dell'intero pianeta; da un lato si spaccia come garanzia di benessere, dall'altro si richiude come una trappola su ogni tentativo di scegliere una via diversa, che si tratti dell'indipendenza del bambino o dello sviluppo delle energie naturali.
La paura, in quanto argomento economico, consiste nel chiudere porte e finestre quando il nemico è già in casa. Essa accresce il pericolo con la scusa di proteggersene. Suscitare lo spavento di una terra trasformata in deserto, di una natura sistematicamente assassinata, non è ancora un un modo di murarsi, per morirvi, nel circolo vizioso della merce universale?
Distruggendo i bastioni della chiusura agraria per ricostruirli più lontano ai limiti della redditività, l'espansione mercantile ha riunito il gregge dei terrori al confine tra un universo moribondo e una natura da rivivificare.
Quel che è più terribile nella paura di morire, che istupidisce gli uomini fin nelle loro audacie suicide, è che si tratta originariamente di una paura di vivere. Trapassare, solcare la soglia della morte, è talmente insito nella logica delle cose che gli uomini ridotti agli oggetti che producono vi trovano paradossalmente più sicurezza e rassicurazione che nella risoluzione di cominciare a vivere e di prendere per guida i loro stessi godimenti.
La paura di una apocalisse ecologica, occulta l'occasione offerta alla natura e alla natura umana .

giovedì 12 ottobre 2017

Quarant'anni fa... il '77 (capitolo XXVII)

11 luglio: a Torino, in piazza Carducci, bombe molotov contro due autobus articolati dell’Atm delle linee Torino - Rivalta e Torino - Trofarello posteggiati in prossimità del deposito dell’Azienda Tranvie Municipali. A Roma, due redattori di Radio Onda Rossa tornano da Parigi con l’appello di Sartre, De Beauvoir e altri intellettuali francesi «contro la repressione in Italia», che costituirà la base del convegno di Bologna del 23-25 settembre. Due giovani un ragazzo e una ragazza, sparano quattro colpi alle gambe contro un anziano pensionato, Mauro Perlini di 61 anni, contabile del movimento cattolico CL (Comunione Liberazione), l’attentato viene rivendicato dalle BR con una telefonata. A Parigi, Franco Berardi “Bifo” viene messo in libertà provvisoria. A Genova, in serata, poco dopo le 20.30, il segretario regionale della DC della Liguria, Angelo Sibilla, viene ferito dalle BR. A Melilli in provincia di Siracusa, alcune decine di uomini donne e bambini occupano il municipio, vogliono essere trasferiti in una zona al sicuro dagli scarichi velenosi che gli stabilimenti industriali ogni istante riversano su Siracusa e dintorni.
12 luglio: a Torino, in via Vassalli Eandi 30, intorno alle 13.30 viene distrutta dalle fiamme la 128 della consigliera DC Emma Bergoglio. Lancio di molotov e due colpi di lupara contro la caserma Monviso in via Bagetti 27, l’azione e rivendicata da Prima Linea. A Roma, venti giovani a viso scoperto fanno una “spesa proletaria” al supermercato NOR, rubano prosciutti, formaggi e bottiglie di “Johnny Walker”. Una bottiglia molotov distrugge l’automobile del consigliere circoscrizionale (XVI) della DC, Armando Sanari. A Genova, una pentola a pressione carica di esplosivo viene fatta esplodere verso le sei del mattino di fronte ai caseggiati dove abitano il presidente dell’ITALSIDER Ambrogio Puri, il console degli Stati Uniti a Genova, John Di Sciullo e dove ha sede la SCI, una delle più importanti imprese edili della città. A Roma, vengono condannate a 4 anni, per il possesso di armi, le nappiste Vianale e Salerno, che vengono espulse dall’aula per slogan contro la corte. A Milano, un sacerdote viene aggredito da due sconosciuti che gli richiedono i registri degli aderenti di Comunione Liberazione. A Parigi, trasmissione pirata di Radio Alice.
13 luglio: a Torino, Maurizio Puddu, 45 anni, consigliere provinciale della DC è stato ferito alle gambe sotto casa in corso Unione Sovietica, l’attentato è stato rivendicato dalle Brigate Rosse. Le Br rivendicano anche l’incendio all’automobile Citroen di proprietà di Giuseppe Libertino, 44 anni, rappresentante di commercio ed esponente del consiglio direttivo dell’ottava sezione della DC. A Parigi, si svolge una trasmissione pirata di Radio Alice.
14 luglio: a Trino Vercellese, sui muri della centrale nucleare le BR lasciano il loro segno.
15 luglio: a Torino, Nucleo Operaio ha dato fuoco a un deposito della FIAT Mirafiori vicino al cancello 19 in via Settembrini distruggendolo quasi completamente. A Roma, nella mattina, centinaia di poliziotti in assetto di guerra circondano la Casa dello Studente, a Casal Bertone, obiettivo è l’arresto di sette militanti del movimento degli studenti fuori sede, in esecuzione di un ordine di cattura della magistratura che riguarda episodi dei mesi scorsi collegati alle lotte per le mense. A Matera, due compagni detenuti dei NAP Luigi Urraro e Domenico Ciccarelli che giovedì si erano barricati nella loro cella insieme ad una guardia di custodia hanno ottenuto il trasferimento rispettivamente nelle carceri di Messina e di Trani.
16 luglio: a Milano, viene trovato svenuto per terra, sanguinante, tutto verniciato di bianco, Giuseppe Petrocca, di 35 anni, maschera del cinema “Astoria”, che racconta di essere stato aggredito da un gruppo di giovani. Con una telefonata a Radio Popolare il Comitato di Vigilanza Femminista Milano Sud rivendica l’azione definendola “una lezione al maiale”. Petrocca infatti avrebbe violentato una ragazza che aveva fatto entrare gratis al cinema, dopo averla rinchiusa in uno sgabuzzino. A Roma, in via Jacini, un fascista entra in un bar e spara due colpi di pistola al petto contro un aderente di Lotta Continua, che tre giorni prima era stato assunto come garzone, il ferito, Massimo Mozzoni, di 19 anni, è grave. Due ordigni esplodono davanti alla sede dell’MSI di Aprilia. A Bologna, viene scarcerato Angelo Pasquini, redattore di “Zut”.
17 luglio: a Firenze e Livorno, vengono compiuti due attentati contro i cantieri delle nuove carceri, ancora in costruzione. Gli attentati vengono rivendicati dai Nuclei Armati d’Azione Rivoluzionaria. A Trani, quattro compagni detenuti Sfera, Malavasi, Pennestri e Turetta prendono in ostaggio 11 guardie. Li rilasceranno dopo 12 ore dietro la promessa di trasferimento e dopo aver parlato con due dei loro avvocati.

SEDUTO AL TAVOLO DI UN CAFFÈ di Luca Buonaguidi

Seduto al tavolo di un caffè 
aspetto che la poesia 
entri dalla porta principale
come una Dea Bianca
che incauti si fissa apertamente
e che raramente ricambia.
Ma a sorpresa si avvicina
sfiorandomi la spalla
per il tempo di un bicchiere,
prima d’andare dritti al sodo
facendomi tornare uomo da fantasma
e riempiendo questa carta
di visioni per poi uscire
furtiva, dal retro
lasciando entrambe le porte
aperte e il conto da pagare,
voltandosi un ultimo istante
nel profilo che già sfuma, saluta.  


Addomesticamento dei corpi ai ritmi del lavoro

I governi sono passati negli ultimi secoli da un potere punitivo (potere di decidere della morte dei sudditi) a un biopotere (potere di decidere della vita), come lo definisce Foucault, che si esprime nell'addomesticamento dei corpi ai ritmi e alle esigenze del lavoro di produzione e riproduzione, nella normalizzazione delle sessualità non normative e nel controllo demografico. L'apporto delle conoscenze scientifiche è fondamentale per lo Stato in questa funzione di controllo del corpo umano e della popolazione. Il cambiamento fondamentale nell'utilizzo del potere da parte dello Stato si è potuto sviluppare solo in seguito all'avvento di una forma di razionalità scientifica che fa perno sulla biologia. Le discipline scolastiche, militari, psichiatriche, cliniche, eccetera hanno lo scopo di regolare il corpo degli individui secondo forme funzionali all'ordine dominante, mentre i controlli regolatori dei livelli di natalità, mortalità, salute, longevità e fecondità agiscono sulla popolazione. Hanno per questo motivo lo Stato si è sempre opposto al diritto di aborto, che ha dovuto alla fine riconoscere ma che minaccia periodicamente di abolire di nuovo, un diritto che rimetteva la responsabilità di scelta sulla procreazione nelle mani delle donne togliendo così potere allo Stato. Anche scoperte scientifiche più recenti che investono direttamente la vita, come la mappatura del DNA e dei dati biometrici, e la creazione delle bio e nanotecnologie, cominciano ad essere utilizzate dai governi a fine di controllo sociale e repressione. 

lunedì 9 ottobre 2017

ERNESTO CHE GUEVARA

Forse fu la prima volta che mi trovai ad affrontare il dilemma se dedicarmi alla medicina o al mio dovere di soldato rivoluzionario. Avevo davanti uno zaino pieno di medicamenti e una cassa di proiettili, pesavano troppo per trasportarle insieme; presi la cassa di proiettili, lasciando lo zaino per attraversare lo spazio che mi separava dalle canne. Ricordo perfettamente Faustino Pérez, in ginocchio lungo il sentiero, che sparava con la sua pistola mitragliatrice. Accanto a me un compagno chiamato Arbentosa camminava verso la piantagione, una raffica, che non si distingueva dalle altre, ci raggiunse entrambi. Sentii un forte colpo al petto e una ferita al collo; mi considerai morto. Arbentosa mentre gli sgorgava sangue dal naso, dalla bocca e dall’enorme ferita della pallottola da quarantacinque, gridò qualcosa come “mi hanno ucciso” e incominciò a sparare come un matto, perché in quel momento non si vedeva nessuno. Dissi a Faustino, da terra: “Mi hanno fregato”(ma con una parola più forte). Faustino mi gettò uno sguardo mentre continuava il suo lavoro e mi disse che non era niente, ma nei suoi occhi si leggeva la condanna che la mia ferita significava. Rimasi disteso, sparai un colpo imitando il compagno ferito. Immediatamente mi misi a pensare alla migliore maniera di morire in quel momento in cui tutto sembrava perduto. Ricordai un vecchio racconto di
Jack London, dove il protagonista, appoggiato ad u tronco d’albero, si dispone a finire la sua vita con dignità, sapendosi condannato a morte per congelamento, nelle zone gelate dell’Alaska. È la sola immagine che ricordo. Qualcuno in ginocchio, gridava che bisognava arrendersi e si udì un’altra voce, che, come seppi dopo, apparteneva a Camillo Cienfuegos, rispondere: “Qui non si arrende nessuno …” e poi una parolaccia. Ponce si avvicinò agitato, respirando affannosamente, mostrando una ferita che sembrava attraversagli il polmone. Mi disse di essere ferito, e gli comunicai, con tutta indifferenza, che lo ero anch’io. Ponce continuò a trascinarsi verso la piantagione, come gli altri compagni illesi. Per un momento rimasi solo, disteso lì, aspettando la morte. Poi lo seguii, nonostante i dolori, ed entrammo nella piantagione. Lì c’era il grande compagno Raùl Suarez, col pollice spezzato da una
pallottola  e Faustino Pérez che glielo bendava presso un tronco. Dopo, tutto si confondeva con i piccoli aerei che
passavano bassi sparando alcuni colpi di mitragliatrice, seminando altra confusione in mezzo a scene a volte dantesche e a volte grottesche, come quella di un corpulento
combattente che voleva nascondersi dietro una canna, e di un altro che chiedeva silenzio in mezzo al fragore tremendo
degli spari, senza sapere bene né come né perché. Si formò
un gruppo guidato da Almeida, nel quale eravamo anche noi, l’attuale comandante Ramiro Valdés, a quell’epoca tenente, i compagni Chao e Benìtez. Con Almeida intesta, attraversammo l’ultimo viottolo della piantagione, per raggiungere la zona di macchia che ci avrebbe salvati. In quel momento si sentirono le prime grida: “Fuoco” nella piantagione, e si levarono colonne di fumo e di fuoco. Ma questo non potrei assicurarlo, perché in quel momento pensavo più all’amarezza della sconfitta e all’imminenza della morte, che a ciò che accadeva nella lotta.

Camminando finché la notte non ci impedì di andare avanti e decidemmo di dormire tutti uniti, ammucchiati, attaccati ai moschetti, attanagliati dalla sete e dalla fame. Questo fu il nostro battesimo del fuoco, il 5 dicembre 1956, nelle vicinanze di Niquero. Questo fu l’inizio di quello che sarebbe stato l’Esercito Ribelle.  

(Tratto da Scritti, discorsi e diari di guerriglia) 

giovedì 5 ottobre 2017

Quarant'anni fa... il '77 (capitolo XXVI)

01 luglio: a Roma, in serata, dopo un conflitto a fuoco nel centro storico, viene ucciso dai carabinieri Antonio Lo Muscio, militante dei NAP. Vengono ferite e catturate Maria Pia Vianale e Franca Salerno. A Palermo, una bomba viene lanciata nei locali dell’Intersins (associazione padronale delle industrie a partecipazione statale). L’attentato viene rivendicato dalle Unità Comuniste Combattenti. 
02 luglio: a Torino, un commando irrompe nel bar “Mele” in via Piazzi 2 alla Crocetta, fracassando i mobili e incendiando il bancone con una bottiglia molotov e rubando circa 300 mila lire. L’azione è rivendicata dall’organizzazione Lotta Proletaria Antifascista. A Roma, si conclude in piazza il convegno antinucleare. Si conclude anche il convegno al Policlinico degli autonomi sul bilancio del 1° semestre 1977; il documento conclusivo ribadisce la linea di condotta e il terreno della lotta di classe. A Napoli, una ventina di disoccupati hanno occupato la cappella di San Gennaro nel duomo. 
04 luglio: a Roma, due bottiglie incendiarie vengono lanciate nella notte contro la caserma dei sotto-ufficiali della guardia di finanza di Ostia. Al Gianicolense, due giovani in vespa sparano colpi di pistola, calibro 38 special, contro neofascisti davanti la sezione dell’MSI. A Milano, un capannone viene bruciato, con danni per miliardi. Un altro attentato viene compiuto contro un’azienda metallurgica, con 700 milioni di danni, le azioni vengono rivendicate con una telefonata: “ I roghi di Marghera e Corsico illuminano la salma di Antonio Lo Muscio…”.
05 luglio: a Roma, 200 senza casa, provenienti dalla periferia romana per assistere alla seduta del Consiglio Comunale, vengono caricati dalla polizia. I vigili urbani sparano in aria per disperdere i dimostranti.
06 luglio: a Roma, fallisce un attentato ad un diplomatico, un ordigno esplosivo, collocato sulla rampa di un garage privato dell’ambasciatore colombiano presso la Santa Sede viene disinnescato dagli artificieri dell’esercito, avvertiti dal portiere dello stabile. A Basilea, una bomba scoppia nella notte, nella villetta di Rudolf Rupp, vicepresidente del gruppo multinazionale “ Hoffmann La Roche”. L’attentato viene rivendicato dal Commando 10 Luglio. Rupp è l’ingegnere incaricato dalla multinazionale di coordinare l’indennizzo dei danni provocati dalla fuga di diossina nella zona di Seveso e domenica 10 luglio cade il primo anniversario della contaminazione del terreno attorno all’ICMESA. A Livorno, attentato alla caserma dei carabinieri in relazione
all’esecuzione del compagno Antonio Lo Muscio a Roma. L’azione è rivendicata dal Gruppo Combattente Comunista.
 7 luglio: a Torino, attentato  contro la Standa di via Terni 19, un ordigno rudimentale è stato collocato davanti alla vetrina principale. L’attentato è stato rivendicato dall’organizzazione Fronte Armato per i Comunismo. A Parigi, viene arrestato Franco Berardi “Bifo”. Viene chiesta la sua estradizione. A Padova, nella mattina, viene ferito con cinque colpi di pistola alle gambe, dal Fronte Comunista Combattente, Antonio Garzotto, cronista giudiziario del Gazzettino. A Roma, le Unità Comuniste Combattenti rivendicano l’attentato incendiario contro un deposito dei Vigili Urbani in via Scauro. A Bari, i NAP rivendicano il sequestro del concessionario FIAT Giuseppe Pedone.
8 luglio: a Reggio Calabria, sfilano in trentamila per l’occupazione. A Bari, i NAP affermano di aver giustiziato Giuseppe Pedone. A Padova, viene fermato un giovane di 29 anni per l’attentato a Garzotto. A Roma, la corte d’Assise assolve la guardia di custodia Domenico Velluto, accusato dell’omicidio di Mario Salvi. Verso le 22 nella trattoria “Sora Assunta”, vicino a Campo de’ fiori, a poche ore dalla sentenza, tre o quattro colpi di pistola vengono sparati contro l’agente. I proiettili colpiscono però un giovane che siede accanto a Velluto, Mauro Amato, che muore dopo pochi minuti.
9 luglio: a Londra, viene arrestato Clemente Graziani, il fondatore di Ordine Nuovo. A Bologna 500 grammi di esplosivo e 5 metri di miccia vengono trovate in casa di Dalia Guasco, una studentessa di 21 anni, amica di Bifo.
10 luglio: A Bologna il sindaco Renato Zangheri risponde all’appello degli intellettuali francesi con la dichiarazione «In questo luogo di Europa»: “Se Lotta Continua ci accusa di organizzare la repressione, e così alcuni rispettabili intellettuali (persino parigini!) che non hanno mai visto Bologna e non sanno di che cosa parlano, rispondo dentro di me che provino a trovarla una città più libera”. A Napoli, è arrestato Luigi De Laurentis fratello dei nappisti Pasquale ed Antonio. È accusato di aver fatto evadere, nel gennaio scorso, Maria Pia Vianale e Franca Salerno dal carcere femminile di Pozzuoli.

LA NOTTE DELLE MATITE SPEZZATE di Hector Olivera

La Plata, settembre 1975, interno aula magna del liceo di Belle Arti, assemblea studentesca: alcuni leader prendono la parola, tra il baccano e il brusio generale. Scopo del raduno: ottenere il tesserino liceale, che consentirà agli studenti prezzi ragionevoli sul caro libri e sull'uso dei mezzi pubblici. Il microfono passa di mano in mano, amplificando le voci di chi propone scelte moderate, tentando la via della negoziazione e del dialogo costruttivo, e di chi invece è disposto a scendere in piazza, senza mezze misure, anche sfidando l'inevitabile repressione delle cariche della polizia.
Il parlamentino degli studenti mette fine alla discordia: si passa ai voti, prevale la linea estremista "Dobbiamo decidere se alzare la testa o abbassarla come vogliono loro!", e tra le urla di gioia degli impazienti e lo sconcerto dei timorosi, si inizia ad organizzare il corteo, preparando striscioni, cartelli colorati e scritte di protesta. La loro marcia, blindata e scortata dalla massiccia presenza armata dei poliziotti, che impediscono loro a suon di manganelli di entrare al Ministero dei Lavori Pubblici, servirà ad ottenere il fatidico "boleto", ma al contempo segnerà le sorti dei leader agguerriti, che una volta filmati e schedati, saranno da quel momento pedinati, sorvegliati a vista, inquadrati nel mirino delle "patotas", le squadre deputate alla "desaparaciòn". Gli scontri cruenti sono descritti con dovizie di particolari che documentano attraverso dettagli la violenza della polizia: sono segnali anticipatori dello stesso tipo di montaggio, carico di attenzioni per gli oggetti e per le singole azioni che producono violenza nel momento del sequestro. Questo fa emergere l'atteggiamento arrogante di tutti i livelli della polizia: il funzionario menzognero pretende quel rispetto che lui non porta, il torturatore sbraita: "Tu rimani vivo, solo se io
lo voglio!".
Si giunge così al 16 settembre, la data che segna il punto di non ritorno. Nel cuore della notte uomini incappucciati appartenenti alle forze militari irrompono nelle case di 238 studenti che parteciparono alle manifestazioni per il boleto. Li sequestrano e di loro si perdono le tracce. Sparisce ogni forma di legalità e la ricerca dei desaparecidos da parte dei familiari si infrange su un muro di gomma innalzato dalle autorità pubbliche.
Questi giovani avevano capito, prima dei loro padri e delle loro madri, che di fronte ad un golpe militare, che costringe i loro docenti a recitare "in questa scuola non ci dovranno essere sindacati né comitati politici, idee atee e antinazionaliste" e a far occupare subito i banchi degli scomparsi per cancellarne la memoria, si può stare solo da una parte e che i protagonisti delle rivoluzioni sono i popoli e non gli uomini. 
La certezza in questi ideali, insieme alla solidarietà, permette a questi giovani di sopportare torture inenarrabili presso il commissariato di polizia: le stesse che consentiranno alle loro madri di abbracciarsi in Plaza de Mayo, per "condividere la propria maternità”.
Le scene girate in carcere sono crude e realistiche: macchina da presa rasente a muri scrostati e umidi, in carrellate continue lungo le sbarre che diventano così infinite incarcerando l'intera nazione; fissa su lucchetti che immobilizzano una generazione; guidata nell'oscurità solo dalle voci dei ragazzi che si rincorrono, bisbigliando, da una cella all'altra, per farsi coraggio, cantare insieme, aggrapparsi ad una preghiera.  Piccoli rituali, che danno la forza  di sopportare torture e stupri, di vincere la disperazione e l'umiliazione per aver perso tutto, ma non la voglia di continuare a schierarsi dalla parte che hanno scelto di vivere, quella perdente di chi preferisce stare con chi per il potere ha sempre torto, da difendere al costo dell'unica ragione che è concesso loro di possedere ancora per poco: la vita, di cui hanno assaporato solo il lato adolescenziale.
Il film è un inno alla libertà, al coraggio, alla determinazione e alla forza di coloro che, contro ogni violenza e resistenza, lottano per i diritti umani.