Translate

giovedì 14 maggio 2015

LA DONNA CHE PULISCE LE LENTICCHIE di Zareh Yaltëzčian

Una lenticchia 
una lenticchia 
delle lenticchie 
una lenticchia 
un sasso 
una lenticchia 
una lenticchia 
un sasso
Una verde 
uno nero 
una verde
uno nero 
un sasso 
una lenticchia verde
Una lenticchia accanto all’altra 
un sasso accanto alla lenticchia 
d’un colpo una parola 
una parola accanto ad una lenticchia
Poi delle parole 
una lenticchia 
una parola 
una parola accanto a un’altra 
poi una favella
E parola dopo parola un folle discorso 
un canto invecchiato 
un vecchio sogno
Poi una vita 
una vita diversa 
una vita accanto a un’altra 
una lenticchia 
una vita 
Una vita facile 
una vita difficile 
perché facile 
perché difficile
Ma le une accanto alle altre delle vite 
una vita 
poi una parola 
poi una lenticchia Una verde 
uno nero 
una verde 
uno nero 
un dolore 
un canto verde
Una lenticchia verde 
uno nero 
un sasso 
una lenticchia 
un sasso 
un sasso 
una lenticchia

(Voci del dolore e del coraggio, dello strazio e della speranza, dell’umiliazione e della grande dignità del popolo armeno, voci che, come i colori compressi dentro il vetro urlano per essere liberate, per raccontare le storie e rompere il silenzio, che voleva soffocare la memoria e nascondere l’orrore del Metz Yeghèrn, del Grande Male)


Nessun commento:

Posta un commento