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giovedì 14 agosto 2014

Horst Fantazzini parte prima

Io ho un carattere socievole e mi piace ridere e scherzare. Odio la volgarità, la prepotenza e l’ipocrisia. Dopo tanti anni di galera, ho acquisito la tendenza a rinchiudermi in me stesso per coltivare i miei sogni, i miei progetti, le mie speranze. Insomma, sono diventato un po’ “orso”, ma appena ho a che fare con persone vive e leali, mi apro completamente. Non è facile sopravvivere in queste paludi d’opportunismo e rassegnazione riuscendo a salvaguardare la propria personalità. Ci si riesce a condizione d’ergere steccati immaginari tra sé e gli altri, tra sé e l’ambiente.?Io credo d’essere riuscito a mantenermi integro e ci sono riuscito perché ho avuto la fortuna di vivere rapporti intensissimi con compagni e compagne che, da fuori, non mi hanno mai fatto mancare la loro amicizia, il loro affetto, il loro amore. Ci sono riuscito perché da prigioniero sono sempre riuscito a difendere alcuni spazi inviolabili quali la dignità, l’orgoglio e il rispetto in me stesso.?La difesa quasi trentennale della propria integrità è stata la lotta più dura e silenziosa. Il resto, i fatti di cronaca, le lotte, le evasioni riuscite e quelle tentate, sono episodi importanti ma non determinanti all’interno d’un percorso esistenziale complessivo … Quando qualche secolo fa iniziai a rapinare le mie prime banche mi trovai subito appiccicato addosso i soprannomi “Il rapinatore gentile”, “Il rapinatore solitario” e “La primula rossa”. “Rapinatore solitario” perché le banche le rapinavo da solo. “Primula rossa” per l’inventiva (scarsa) di un giornalista che aveva intervistato mio padre durante la mia latitanza. Ma perché “rapinatore gentile”??Ecco, la spiegazione di questo e il racconto di alcuni particolari inerenti al mio “stile” di rapinare le banche …?Intanto, perché ad un certo momento mi sono messo a rapinare banche e perché solo banche? E perché le rapinavo da solo??In realtà, dopo aver letto le vicende della “Banda Bonnot” e anche Brecht (“È più criminale fondare una banca che scassinarla”), parlai con alcuni compagni anarchici del mio progetto di rapinare (allora non si diceva ancora “espropriare”, al ’68 mancavano alcuni anni …) banche per rivitalizzare economicamente la stampa anarchica. Fui quasi preso per un pazzo. Se non fossi stato il figlio di Libero, m’avrebbero persino preso per un provocatore.?Allora, mi misi a rapinare banche da solo.?Come le rapinavo le banche? Prima studiavo attentamente le strade del posto. Cercavo sempre le banche periferiche o situate in piccole città. Cercavo di capire dove ci sarebbero stati i primi posti di blocco e cercavo stradine periferiche, deviazioni, per non dover passare in quei punti “caldi”. Se possibile, dopo pochi km abbandonavo la macchina in un posto dove non l’avrebbero trovata subito e prendevo un pullman oppure un autobus e mi portavo fuori dalla “zona calda”.

(Horst Fantazzini, 1998)

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