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giovedì 18 aprile 2013

L’arte come creazione di nuove forme di azione


La vera creatività del nostro tempo è agli antipodi di qualsiasi cosa venga ufficialmente riconosciuta come arte. L’arte è diventata una parte integrante della società contemporanea ed una nuova arte può esistere come superamento della società contemporanea nella sua interezza. Può esistere soltanto come creazione di nuove forme di azione. In questo senso l’arte è stata una parte integrante di ogni autentica esplosione di rivolta nell’ultima decade. In ogni occasione si è manifestata la stessa repressa e furiosa volontà di vivere, di vivere ogni possibile esperienza nella sua pienezza, il che, nel contesto di una società che sopprime la vita in ogni sua forma, può voler dire soltanto costruire esperienze e costruirle contro l’ordine esistente. La creazione dell’esperienza immediata come puro godimento edonistico e sperimentale di sé, può avvenire solo attraverso una forma sociale: il gioco, ed è il desiderio di giocare che viene asserito in ogni rivolta autentica contro l’uniforme passività della società della sopravvivenza e dello spettacolo. Il gioco è lo spontaneo svilupparsi ed arricchirsi della vita quotidiana; è la forma conscia del superamento della politica e dell’arti spettacolari. é partecipazione, comunicazione e autorealizzazione risorte in forme adeguate. È il mezzo ed il fine della rivoluzione totale.
La riduzione di ogni esperienza vissuta alla produzione ed al consumo delle merci è il meccanismo nascosto in cui si produce ogni rivolta, e la marea che sale in tutte le più importanti nazioni industrializzate potrà soltanto rovesciarsi con sempre maggiore violenza contro la forma merce. Ma non basta, questo conflitto diventerà sempre più aspro, man mano che si rivelerà che l’integrazione che il potere produce è la riconversione della rivolta in merce spettacolare (vedi ad esempio il trasparente conformismo dell’anticonformismo preconfezionato per la gioventù moderna). La vita si rivela come una guerra tra la merce e il ludico. Un gioco spietato. E ci sono solo due modi di subordinare la merce al desiderio di gioco: la sua distruzione, oppure la sua sovversione.    

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