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giovedì 10 gennaio 2013

IL CAMERATA di Jean Cocteau


Quel pugno di marmo era palla di neve,
e gli stellò il cuore,
stellò la blusa del vincitore,
stellò il vincitore nero che niente protegge.

Rimase stupefatto, in piedi,
nella garitta della sua solitudine,
gambe nude sotto il vischio, le noci d’oro, l’alloro,
stellato come la nera lavagna di scuola.

Così partono dal collegio sovente
i pugni che fanno sputare il sangue,
i pugni duri delle palle di neve,
che la bellezza dà, passando, al cuore.

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