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giovedì 20 luglio 2017

Autonomia del sociale verso l'eteronomia del politico

Nel pensiero kropotkiniano, non c'è un concetto di lotta sociale inteso quale lotta di classe, appunto perché il conflitto non è percepito da una specifica situazione spazio-temporale, ma scaturisce da una contrapposizione universale: il mutuo appoggio e la lotta sono momenti che attraversano tutta la storia dell'uomo essendo insiti alle leggi della vita; anzi, sono la vita stessa intesa sul piano storico-umano.
Per mettere in luce la pratica della solidarietà, egli sceglie l'età medievale e moderna perché, a suo giudizio, questo periodo mostra con maggiore chiarezza lo spirito comunitario. L'età comunale raffigura in generale, un modello societario fondato sull'autonomia e sulla decentralizzazione. Testimonia un 'epoca di libertà e di creatività popolare, di autonoma iniziativa individuale, e di spontanea edificazione collettiva, premesse fondamentali per una democrazia dal basso e per un esercizio effettivo del potere da parte del popolo.
La linfa vitale della storia, la sua ricorrente fecondità creativa, si rinviene nelle masse popolari anonime che con le loro migliaia di atti quotidiani di concreta e spontanea solidarietà collettiva hanno contribuito alla costruzione societaria, a stratificare cioè, nel corso dei secoli, quella civiltà selezionata di pratiche, di consuetudini e di saperi che globalmente costituiscono il work in progress della perfettibilità umana.
La sua tesi si riallaccia comunque, senza soluzioni di continuità con l'idea proudhoniana dell'autonomia del sociale rispetto alla eteronomia del politico; vuole confermare l'esistenza di una spontanea autofondazione della società quale premessa storica decisiva per concepire la possibilità di una sua edificazione anarchica

I’M A MAN The Spencer Davis Group

Beh, il mio appartamento è molto disordinato
E c'è barba sul mio mento
E sono tutto attaccato alla musica
E io gioco sempre per vincere
Non ho più tempo per amare
Perche il mio tempo è esaurito
Basta sedersi intorno creando
Tutto quel genere di cose alla moda
Ma io sono un uomo

Sì, io sono
E non posso fare 
a meno di amarti così

Sono un uomo
Sì, io sono
E non posso fare 
a meno di amarti così

Beh, se avessi potuto scegliere
Io preferirei stare con i gatti
Tutti assorti a mostrare il chiacchiericcio in cui le nostre menti sono
E relativamente ad ogni altro quanto la nostra volontà può essere 
Sto resistendo ad ogni coinvolgimento
Con ogni ragazza alla moda che vediamo

Sono un uomo
Sì, io sono
E non posso fare 
a meno di amarti così

Sono un uomo
Sì, io sono
E non posso fare 
a meno di amarti così

Devo mantenere la mia immagine 
mentre sono sospeso su un trono
Che si affaccia su di un regno
Pieno di persone sconosciute
Chi immagina che io non sia umano
E il mio cuore sia fatto di pietra
E non ho mai avuto alcun problema 
con i profili in oro delle mie toilette
Sono un uomo
Sì, io sono
E non posso fare 
a meno di amarti così

Sono un uomo
Sì, io sono
E non posso fare 
a meno di amarti così



Quarantanni fa ... il '77 (capitolo XV)

16 aprile: a Torino, alle 9.30 in piazza Solferino corteo degli studenti aderiscono i movimenti giovanili del PSI, PCI, PRI, PDUP, ACLI e Sindacati, in fondo al corteo sono comparsi gli indiani metropolitani e studenti autonomi, i quali hanno risposto agli slogan ufficiali con sberleffi, lancio di uova, arance, limoni, aglio e cipolle, la polizia si è schierata a difesa del corteo. A Roma, quindicimila studenti delle scuole medie superiori manifestano per le vie del centro contro il progetto di riforma del ministro Malfatti, è la prima iniziativa promossa dal coordinamento cittadino dei delegati delle scuole, una struttura nata e cresciuta durante le autogestioni, nel corteo non ci sono striscioni di partito e tutti i gruppi di sinistra sono presenti, dagli autonomi ai giovani della Fgci, malgrado che questi ultimi siano usciti sconfitti dalla decisione, a cui si erano opposti durante l’assemblea cittadina, di inserire la caduta del governo Andreotti tra i contenuti della mobilitazione. A Milano, nel pomeriggio si svolge una manifestazione alla quale partecipano diecimila studenti, per il secondo anniversario della morte di Giannino Zibecchi e Claudio Varalli, quando il corteo rientra in piazza S. Stefano, quelli dell’autonomia proseguono per conto loro, arrivando in piazza del Duomo, dopo averla attraversata, si coprono la faccia con fazzoletti, quindi percorrono di corsa la galleria Vittorio Emanuele, numerosi tavoli e seggiole del Motta, del Biffi e del Bar Sì vengono fracassati, vengono fracassate a sassate e a colpi di spranga anche le vetrine della Valigeria Prada.
18 aprile: a Torino, quattromila donne, jeans e gonne fiorite hanno manifestato solidarietà a Gabriella Cerrutti 24 anni stuprata da cinque giovani, con canti e slogan contro il fascismo maschilista. A Roma, sei donne a volto scoperto, armate di pistola con il silenziatore, compiono una rapina ai danni di un laboratorio di camicie, dopo aver preso l’incasso della giornata il commando traccia su un muro con una bomboletta spray la scritta “No al lavoro nero”. A Milano, un dirigente dell’industria meccanica Vanossi , Bruno Rucano, viene assalito da due giovani che lo feriscono a colpi di pistola, l’attentato viene rivendicato dai Nuclei Armati Operai. A Treviso, inizia il processo per le schedature agli operai e per lo spionaggio in fabbrica. A Viterbo, quattro ore di rivolta nel carcere cittadino, alcune decine di detenuti si barricano negli uffici dell’amministrazione: vetri infranti, porte divelte, scrivanie distrutte e uffici devastati.
19 aprile: a Torino, incendiata auto di un professore dell’Avogadro. A Bologna, riprendono le occupazioni. A Firenze, ad Architettura, novanta studenti riescono a sostenere in gruppo l’esame di Analisi matematica, garantendosi la promozione. Il Senato Accademico decide di annullarli e respinge le dimissioni di otto docenti che dichiarano di essere stati “sequestrati” per diverse ore e costretti a svolgere gli esami in un clima di "pressioni fisiche e di ingiurie". A Roma, viene incendiato il cinema teatro Boccaccio, probabile rappresaglia neofascista contro il locale che nei giorni precedenti ha ospitato un comizio di extraparlamentari di sinistra. A Genova, un nucleo armato delle Brigate Rosse brucia quattro automobili: due di un ingegnere della Italcantieri, e due di altrettanti consiglieri comunali DC.
20 aprile: a Torino, sciopero dei licei scientifici, gli studenti contestano la scelta del latino come seconda materia scritta per gli esami di maturità, piccoli cortei interni alle scuole bloccano la didattica. Sparati otto colpi di pistola senza ferirlo al consigliere della DC, Dante Notaristefano sulla porta di casa in Lungo Dora Voghera; scritte ingiuriose contro il ministro Donat-Catin a firma Brigate Rosse, sui muri della casa in via Romagnano 97. A Bologna, cinque facoltà vengono occupate e rimarranno bloccate per tutta la settimana, malgrado l’ultimatum del Rettore, Carlo Rizzoli, che minaccia di chiedere l’intervento della polizia se entro tre giorni non saranno sgombrate le facoltà occupate. A Napoli il Politecnico e Veterinaria vengono occupati e i corsi di Scienze, Fisica, Architettura sono bloccati. A Brescia viene occupata la Facoltà di Medicina.

giovedì 13 luglio 2017

Darwin e Kropotkin

L'antropologia kroptkiniana nasce dalla discussione critica del darwinismo e dei suoi successivi sviluppi, o meglio delle sue ulteriori falsificazioni. All'epoca, non è facile, pena l'isolamento scientifico, contrapporsi al darwinismo sociale. Kropotkin non è il solo a contestare le concezioni proprie di tale teoria, ma è l'unico a farlo nel modo più completo. Di fatto non effettua una critica ideologica, anzi accetta la teoria evoluzionistica darwiniana quale fondamento scientifico dell'analisi dell aconvivenza umana, ma rielabora il concetto di lotta per l'esistenza e aggiunge un secondo fattore, altrettanto importante per l'evoluzione come il mutuo appoggio. traduce anche egli ilprocesso evoluzionisytico dell astoria naturale a quella umana, dando però un infkuyenza predominsante al mutuo appoggio e un peso maggiore all'iistinto sociale rispetto all'impulso della auto conservazione.Ma in definitiva è proprio la teoria darwiniana dell'evoluzione che costituisce il preupposto per l anuova etica che va prefigurando.
Kroptikin sente con for la necessita di un etica scientificament efondata, una etica realistica, come egli stesso la definisce. Questa etica realista si distingue però dalla maggiore parte delle concezioni etiche perchè egli non intende fondare su un qualche criterio exrtra naturale o extra umano la valutazioend ell'agire umano in base a criteri come buono e giusto; al contrario, vuoe ricavare tale criteri dalla natura sytessa, partendo da ciò che è bene e ciò che è male. Il concetto del bene e del male ovviamnet cambia, quindi ciò che K si propone, non è tanto di prescrivere, con l'aiuto dei teoremi normativi, una agire qualificabile comebuono, ma di osservare l0agire umano, di studiarlo, valutarlo e spiegarlo. Per questo l'etica è per k anche  la scienza degli  impulsi  etici, scienza che esplora le fonti naturali del sentimento etico dell'uomo.

RIVOLUZIONE di Erich Muhsam

La rivoluzione è il movimento tra due condizioni.
Non ci s’immagini al proposito un rullo che gira lentamente,
bensì un vulcano che erutta, una bomba che esplode 
o anche una suora che si spoglia.
Ogni rivoluzione è attiva, singolare, improvvisa e destinata 
a estirpare le proprie cause.
La rivoluzione si ha quando una situazione è divenuta intollerabile
che tale situazione sia quella stabilizzata delle condizioni politiche e sociali di una nazione,
o quella spirituale e religiosa di una cultura,
o quella caratteristica di un individuo.
La forza motrice della rivoluzione sono nausea e anelito al mutamento,
sua espressione sono distruzione e ricostruzione.
Distruzione e ricostruzione in una rivoluzione sono la stessa cosa.
Ogni voglia di distruggere è una voglia di creare (Bakunin).
Alcune forme di rivoluzione: uccisione del tiranno,
deposizione
del potere dominante,
distruzione delle tavole antiche
(nelle convenzioni e nell’arte),
creazione di un arte nuova, il coito.
Alcuni sinonimi di rivoluzione: dio, vita, 
fregola, ebbrezza, caos.
Lasciateci essere caotici!



Quarantanni fa ... il '77 (capitolo XIV)

08 aprile: a Torino, ordigni lanciati contro la sede di Norditalia. A Pallanza, esplosione contro un’ex casa di rieducazione. A Grugliasco, bombe contro sezione DC. A Asti, colpita la sede del PCI.
09 aprile; a Pisa, nel carcere cittadino un gruppo di detenuti aggredisce i nazifascisti Franci, Concutelli e Izzo, i tre soprattutto Franci sono ridotti in gravi condizioni. A Roma, sono processati 17 compagni arrestati per gli incidenti del 12 marzo, le condanne variano da due mesi ai tre anni di reclusione, a moltissimi imputati, sebbene possibile, viene negata la libertà provvisoria.
11 aprile: a Roma, quattro neofascisti romani vengono arrestati sul monte Subasio in un campo paramilitare, si addestravano con armi pesanti. A Perugia, dopo un tentativo di evasione dal carcere, da parte di un gruppo di detenuti, tra cui il brigatista rosso Maraschi, quattro guardie vengono prese in ostaggio, dopo 24 ore di trattative, i detenuti ottengono un trasferimento.
12 aprile: a Bologna, quattro persone armate penetrano nella sede di Radio Bologna e gli danno fuoco. La sede, ritrovo di qualunquisti e reazionari, è distrutta.
13 aprile: a Torino aggressione fascista al banchetto dei radicali in via Garibaldi 13 mentre venivano raccolte le firme per gli otto referendum abrogativi. A Roma, i fascisti assaltano la sezione del PCI in via Catanzaro e la sezione del PDUP di via Pomponazzi, nel primo assalto i fascisti feriscono un giovane, Luigi Brusa, di 24 anni, fratturandogli la mano a colpi di martinetto, nella seconda aggressione rimane ferito un giovane di destra, nipote dell’ex ministro Mario Scelba.
14 aprile: Perugia, un attentato contro la questura è rivendicato dalle Unità Comuniste Combattenti. A Roma, contro il lavoro nero in cinque rapinano una sartoria di via Matteucci, all’Ostiense. Proposta di legge DC per il fermo di polizia, il testo della proposta DC per il fermo di polizia è denominato: «tutela preventiva della sicurezza pubblica», l’autorità di PS può procedere al fermo di persone che, con il loro comportamento, in relazione ad obiettive circostanze di
tempo e di luogo, diano fondato motivo di ritenere che stiano per commettere uno dei delitti di cui agli articoli: 284 (insurrezione armata contro i poteri dello stato); 285 (devastazione, saccheggio, strage); 286 (guerra civile); 306 (formazione e partecipazione a banda armata); 430 (disastro ferroviario); 432 (attentati alla sicurezza dei trasporti); 605 (sequestro di persona); 630 (sequestro a scopo di rapina o estorsione).
15 aprile: a Torino, incendiata auto a dirigente di Norditalia; sconosciuti lanciano molotov contro la parrocchia di San Francesco da Paola. A Reggio Calabria, un attentato causa ingenti danni al reparto di produzione delle bio-proteine sintetiche e alla sala del controllo elettronico degli impianti dello stabilimento della Liquichimica Biosintesi di Saline Joniche, l’attentato viene rivendicato dalle Unità Comuniste Combattenti  con un volantino. A Roma, in serata Radio Città Futura viene occupata militarmente da un commando delle Unità Comuniste Combattenti, che dopo aver rinchiuso tutte le persone presenti in quel momento nei locali, diffondono dai microfoni un comunicato nel quale rivendicano l’attentato alla Liquichimica. A Bologna, per la morte di Lorusso viene chiesto l’arresto di un carabiniere, con l’imputazione di omicidio volontario aggravato; il Rettore Carlo Rizzoli viene accusato da trecento lavoratori dell’Università di essere moralmente e politicamente corresponsabile per l’omicidio di Lorusso.

giovedì 6 luglio 2017

Quarant’anni fa … il ’77 (capitolo XIII)

01 aprile: a Torino, due attentati dinamitardi sono stati compiuti nella notte contro il commissariato San Secondo di via Massena 73, e la stazione dei carabinieri  S. Donato in via Balme, rivendicati da Prima Linea; quattro giovani armati e mascherati hanno rapinato la ditta Maros, bottino due milioni e, prima di lanciare tre bottiglie molotov hanno scritto sul muro: “No al lavoro nero”. A Venezia, scontri fra polizia ed autoriduttori che tentano di entrare nel teatro Melibran. Durante i disordini numerosi negozi sono saccheggiati. Mariangela Peacock, Mario Pavon, Livio Bertolussi e Paolo Degrassi sono arrestati. 
02 aprile: a Torino, scontro tra studenti di sinistra e di destra al liceo Alfieri. A Roma, riapre la facoltà di Lettere. Inizia la campagna del Partito Radicale per 8 referendum abrogativi; la Digos arresta il diciassettenne Gabriele Della Rosa, che il 12 febbraio insieme a un complice sparò contro studenti di sinistra davanti al Liceo XIV, in serata, un gruppo di missini spara con un mitra contro la polizia a Montesacro; si costituisce il docente militante di Lotta Continua Enzo D’Arcangelo, latitante accusato del pestaggio di un fascista, dopo cinque giorni gli viene concessa la libertà provvisoria; diciannove compagni sono processati per direttissima accusati di aver tentato un esproprio, sette degli imputati sono condannati a un anno e otto mesi di reclusione. A Milano, mezzo chilo di esplosivo esplode sotto la finestra della caserma di via Podgora. A Venezia, tre colpi di pistola vengono sparati contro la caserma dei carabinieri di Stra. A Firenze, due bottiglie incendiarie vengono lanciate contro la stazione dei carabinieri di via Marconi. 
03 aprile: a Genova, Piero Costa viene rilasciato dalle Brigate Rosse, a cui viene pagato un miliardo di riscatto. A Firenze, sei attentati contro altrettante sezioni DC fiorentine in via Kjoto, in via Sella, Via Verga, via Senese, via Ardignone, le azioni sono rivendicate da Reparti Comunisti di Combattimento.
04 aprile: a Roma, vengono compiuti tre attentati incendiari con bombe molotov, contro la sezione DC di Primavalle, contro quella di Torrevecchia e contro la porta della canonica della parrocchia di S. Cipriano; altri ordigni vengono lanciati contro un centro culturale cattolico, sempre nella zona di Torrevecchia; durante il processo contro i violentatori di Claudia Caputi, la polizia carica le femministe che assediano il tribunale a piazzale Clodio. A Milano, vengono compiuti quattro attentati, due contro l’Istituto Autonomo Case Popolari, il terzo in provincia di Cusano Milanino, contro una sede DC, il quarto a Paderno Dugnano, ancora contro una sezione DC.
05 aprile: a Torino, bombe incendiarie contro l’altare della Parrocchia di S. Giulia e contro il Municipio di via Milano; contestazione con canti, balli e lanci di uova degli indiani metropolitani al Teatro Nuovo sede del convegno sui problemi dell’università, 2000 ragazze sono sfilate per le vie del centro in segno di solidarietà con Claudia Caputi, la giovane violentata a Roma. A Napoli, è rapito il figlio di Francesco De Martino ex segretario nazionale del PSI. A Roma, un ordigno viene fatto esplodere contro il carcere di Regina Cieli, l’attentato viene rivendicato da un Nucleo di militanti Comunisti per vendicare Mario Salvi; vengono eseguiti alcuni arresti per Radio Alice e Zut. 
06 aprile: a Napoli, avvengono incidenti in un corteo di circa 200 disoccupati. 
07 aprile: a Torino sciopero di tre ore alla Fiat per rinnovo del contratto integrativo. A Roma, si svolge un corteo del movimento. Una bomba devasta l’ufficio del ministro dell’Interno, che è assente. L’attentato viene rivendicato da Lotta Armata per il Comunismo.